Benvenuti a Marzamemi: Il bellissimo borgo marinaro
Scenario di film e spot pubblicitari in questi ultimi anni come non mai, il borgo di Marzamemi, complici anche le indagini tanto amate del commissario Montalbano, sta conoscendo un successo inaudito. Gabriele Salvatores lo scelse per Sud, i fratelli Taviani per Kaos, Pasquale Scimeca per I Malavoglia, Giuseppe Tornatore per L’uomo delle stelle. Si sono avvalsi del mare di Marzamemi inoltre Oltremare di Nello Correale, Cuore Scatenato di Gianluca Sodaro, Tra due mondi di Fabio Conversi, oltre a programmi televisivi come Linea Verde, Geo&Geo, Sereno Variabile, Pianeta Mare, Lineablu, Easy driver.
Marzamemi è un luogo del cuore anche per gli sposi che scelgono i suoi paesaggi incantati per il loro matrimonio. E a confermarlo sono gli operatori turistici, che durante l’estate fanno il boom di visite.
Dove si trova questo paese? Marzamemi è frazione marinara a 2 km dal comune di Pachino, in provincia di Siracusa, che, dopo tanti apprezzamenti, ambisce ora al riconoscimento Unesco.
L’origine del nome Marzamemi è controversa: secondo alcuni deriverebbe dalle parole arabe marza (‘porto’, ‘rada’, ‘baia’) e memi (‘piccolo’), mentre secondo altri dall’arabo marsà ‘al hamam, cioè ‘baia delle tortore’, per l’abbondante passo di questi uccelli, in primavera.
Il borgo è nato attorno al porticciolo e si è sviluppato poi grazie alla pesca. Gli Arabi arrivarono in Sicilia nel IX secolo, e qui fecero costruire una Tonnara – tra le più grandi della Sicilia – venduta poi nel 1630 al Principe di Villadorata, che poi costruì il palazzo e la chiesa della tonnara, e le casette dei marinai. Nel 1912 fu perfezionata la lavorazione del tonno con la costruzione di uno stabilimento. La pesca della tonnara fu abbondante fino al dopoguerra: a Marzamemi si effettuavano due mattanze ogni giorno, una al mattino ed una nel primo pomeriggio. La camperia era lo stabilimento conserviero addossato alla loggia ed al palazzo del Principe, i ruderi del quale, delimitati dalla Via Jonica, dalla via Marzamemi e dalla via Letizia, sono riconoscibili per l’alto fumaiolo quadrilatero (una volta erano due, uno è crollato nel 1943 e l’altro a rischio). Gli operai erano stati “importati”da Genova (come per le altre tonnare della zona) per insegnare il lavoro agli abitanti, e furono attivi fini alla chiusura nel 1969. Oggi è ancora attiva la pesca e la lavorazione di prodotti ittici: famosa è, ad esempio, la bottarga di tonno rosso, lavorata usando artigianalmente antichi sistemi di essiccazione derivati dalla cultura arabo-fenicia.

Ma la particolarità di Marzamemi sta nel suo essere piccolissima, ben conservata, un salotto sul mare delimitato dalle antiche casette dei pescatori che circondano piazza Regina Margherita, centro della «movida» estiva che si muove tra bar, ristorantini, bistrot e botteghe, ricavate proprio dalle antiche casette, dove si cucinano le prelibatezze marinare, luoghi che dall’ora dell’aperitivo all’improvviso si riempiono di un numero inverosimile di gente-molti giovani, secondo gli operatori turistici si arrivano a contare in centro persino i 20-25 mila visitatori a sera. Le sue antiche stradine, il sole, il paesaggio suggestivo sul mare, con gli scieri, i barconi dei pescatori usati per la mattanza dei tonni, il palmento Di Rudinì, uno dei più antichi stabilimenti di archeologia industriale, completano il quadro di questo paesaggio incantato.
Molti anche i turisti provenienti dall’estero, soprattutto Russia. In estate si tiene il Festival internazionale del cinema di frontiera, che riunisce registi, attori italiani e internazionali.
Per portarsi a casa un pezzetto di questo piccolo borgo si può puntare sugli acquisti gastronomici: Bottarga e ventresca di tonno rosso, pomodorino secco di Pachino IGP, pesce spada affumicato, meloni gialli a rete, melone cantalupo, vino nero della vicina Avola – tutti spediscono ovunque anche online – senza dimenticare di assaggiare le favolose granite – la cubbaìta araba- il cous cous o le immancabili arancine.